La Capitale del Nuovo Impero
Fondata sulle ceneri di un esilio e cresciuta in secoli di fuoco e legge, Aral Maktar è il cuore pulsante di Landmar — crocevia di razze e commerci, divisa tra la maestà della Città Bianca e il caos dei suoi moli. Benvenuto, viandante. La Via di Alisard inizia qui.
"Il nome della nostra capitale è lo stesso che portava nell'isola perduta.
Non per caso, ma per volontà: affinché non dimenticassimo mai ciò che fummo,
e ciò che ancora dobbiamo tornare ad essere."
— dal Codex degli Esuli Eliantiriani
Aral Maktar affonda le proprie radici nella caduta del grande Impero Acheranide, che per millenni aveva prosperato sull'isola di Eliantir sotto una dinastia che faceva risalire le proprie origini al dio stesso Alisard. Devastato da una guerra civile e da un cataclisma magico di proporzioni apocalittiche, quell'Impero cadde, e i suoi sopravvissuti — gli Eliantiriani — fuggirono su navi verso terre sconosciute.
Fu una visione divina a guidare il loro Imperatore sulle rive nord-occidentali di Landmar. Le fertili pianure e la posizione strategica tra i più importanti snodi commerciali marittimi e terrestri del continente fecero il resto. Dove i nobili esuli sbarcarono, nacque la nuova capitale: il nome fu scelto deliberatamente uguale a quello della città perduta, perché il popolo non dimenticasse mai le proprie origini.
Nei secoli, Aral Maktar è divenuta la più grande e antica città Eliantiriana di Landmar — custode delle più prestigiose organizzazioni del continente, e porto aperto a viaggiatori, pellegrini e mercanti di ogni razza ed etnia. La città vive di due anime: da un lato la Città Bianca, maestosa fortezza sorvegliata dai Dragoni Imperiali e illuminata dal Culto di Alisard; dall'altro la città portuale, con i suoi vicoli animati dalla comunità Halfling e dai moli carichi di merci e rumori. Luci e ombre, ordine e caos — convivono ad Aral Maktar da sempre, e da sempre si contendono l'anima della città.
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"La parola del Re è legge. Il sigillo la rende eterna."
— Formula del Collegio dei Giudici
Nata dalle ceneri dell'Impero Acheranide, la Corona di Aral fu proclamata nel 578 DE per acclamazione nel Foro di Alisard. Non per conquista né per diritto divino, ma per volontà di un popolo che aveva scelto l'Ordine come propria fede. Sul marmo del Foro è ancora inciso il giuramento del primo Re: "Che la Legge regni, non l'uomo."
I guardiani della Città Bianca e dell'ordine imperiale. Simbolo di disciplina e civiltà, vegliano sulle grandi vie di comunicazione, le frontiere e i santuari. I giovani di Aral aspirano a entrare nei loro ranghi, considerandoli eredi della purezza dei tempi antichi.
Una delle organizzazioni più antiche e prestigiose di Landmar, con sede ad Aral Maktar. Garantisce uguali diritti a fabbri, mercanti e artigiani. Secondo la dottrina di Alisard, il lavoro ben fatto è un atto di fede: portare ordine alla materia è servire il dio.
Centro del sapere imperiale, custode degli archivi restaurati dopo le guerre del Caos. Scribi e studiosi da tutto Landmar vi convergono per copiare e tradurre le opere sopravvissute. La Biblioteca di Aral, a lungo chiusa, è oggi aperta per volontà del Re.
Custodi del fuoco domestico e del raccolto, la Gilda del Sole riunisce coloro che nutrono la città — locandieri che offrono rifugio, agricoltori che lavorano le fertili pianure attorno ad Aral, alchimisti che tramutano erbe e radici in medicine e misteri. Senza di loro, la capitale non sopravvivrebbe a un solo inverno.
Custodi del Codice delle Leggi Imperiali, redatto nell'anno 423 DE. I Giudici rappresentano il pilastro giuridico dell'Impero: per un alisardiano, infrangere la legge civile significa mancare davanti ad Alisard stesso. La spada e la bilancia marciano di pari passo.
Alisard — simbolo di giustizia, valore militare e ordine — è il dio della Via. I suoi sacerdoti difendono lo spirito dell'Impero come i soldati ne difendono i confini. Per un fedele, c'è solo la Via di Alisard e le vie che se ne allontanano.
L'anima viva della città portuale. Gli Halfling animano i moli di Aral Maktar con le loro navi cariche di merci e i loro schiamazzi, rappresentando il volto più colorato e instancabile del commercio nella capitale. Senza di loro, i mercati tacerebbero.
Oltre i moli frequentati dagli Halfling, dove la luce delle lanterne non arriva e i Dragoni raramente si avventurano, i Vecchi Moli vivono di sussurri e di lame. Chi li conosce non ne parla. Chi ne parla non li conosce davvero.
"Un regno non è fatto di un solo uomo, per quanto grande. È fatto di coloro che siedono al suo fianco, che portano il peso delle sue decisioni e che tengono in piedi la città quando il Re non può farlo da solo."
— dai Commentari della Legge Vivente
Aral Maktar è governata dal Re Raziel Firelair e da un gruppo di figure di rilievo che ne garantiscono il funzionamento quotidiano — dal Generale dei Dragoni al Ministro della Guerra, dalla Rettrice dell'Accademia ai presidenti delle grandi Gilde. Ognuno di loro ha una storia, un ruolo e un carattere che contribuisce a plasmare il destino della capitale.
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"Non tutta la storia di Aral Maktar è scritta nei decreti imperiali o incisa nel marmo dei tribunali. Una parte vive nei vicoli, nelle locande, sui moli — e si tramanda voce per voce, come si tramandano le cose che contano davvero."
— Prefazione ai Commentari della Legge Vivente
Aral Maktar è una città di storie. Nei registri del Collegio dei Giudici, nelle pagine ingiallite della Biblioteca, tra le tavole delle locande dei Vecchi Moli — chi sa dove cercare trova le tracce di ciò che è accaduto davvero tra queste mura. Le Cronache di Aral raccolgono queste testimonianze: avventure vissute dai suoi cittadini, che potrete incontrare anche nelle pagine dei libri sparsi per la città o ascoltare dalla voce di chi era presente. Storie di battaglie, intrighi e misteri che hanno plasmato il regno tanto quanto qualsiasi editto reale.
Leggi le Cronache →Sei pronto a calcare le strade di Aral Maktar, a scegliere la tua fazione e a scrivere la tua storia nel fango e nella gloria? Unisciti alla comunità di The Gate su Discord.
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